
Giacomo Sergio
CEO@Wondersys/Co-Founder and CTO@YouDoTOols
Giacomo Sergio vanta 25 anni di esperienza nel settore IT. Dopo la laurea in Ingegneria e un'esperienza presso il Consorzio Pisa Ricerche, si trasferisce a Vienna per lavorare come sviluppatore software in ambito finanziario. Nel 2008 fonda Wondersys, guidandone la crescita fino a farla diventare un'azienda internazionale con oltre 20 dipendenti che fornisce soluzioni IT innovative.
Come padre di una bambina con sindrome di Down, sviluppa un profondo interesse per l'uso della tecnologia a supporto dell'inclusione. Questo lo porta a co-fondare YouDoTools Srl, startup innovativa di cui è CTO, con la missione di sviluppare soluzioni software dedicate all'autonomia delle persone con disabilità intellettiva. Grande appassionato di Intelligenza Artificiale, ne guida e promuove l'integrazione nei prodotti dell'azienda per trasformare l'innovazione tecnologica in impatto sociale concreto.
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Sessions
L'Intelligenza artificiale come strumento di supporto per le persone con disabilità intellettiva
- Time:
- 16:10–16:55
- Room:
- Track 1 - Sala N11
- Track:
- Agentic AI (LLM, Agents, Reasoning, Tools, RAG, Workflows)
- Level:
- Beginner
View in agendaL'Intelligenza Artificiale viene spesso celebrata per la sua capacità di ottimizzare processi industriali o generare contenuti creativi. Ma cosa succede quando mettiamo questa straordinaria potenza al servizio della fragilità e dell'inclusione?
Per una persona con disabilità intellettiva e per la sua intera rete (famiglia, scuola, clinici e associazioni), l'AI smette di essere un semplice trend tecnologico per diventare uno strumento in grado di abilitare un diritto fondamentale: l'autodeterminazione.
L'intelligenza artificiale può essere un valido supporto per la persona con disabilità intellettiva così come per tutta la rete di persone che le ruotano attorno (caregiver e familiari, operatori, medici, insegnanti, ecc.). Inoltre, l'uso dei Large Language Models, permettendo la traduzione automatica di testi complessi (leggi, contratti, manuali) in formati Easy-to-Read (facili da leggere e da capire), garantisce il diritto all'informazione e la democratizzazione dei contenuti azzerando l'isolamento culturale e permette di costruire applicazioni più accessibili.
In questo talk, partendo dalla mia doppia prospettiva di ingegnere e padre di una bambina con Sindrome di Down, esploreremo come trasformare l'IA da semplice oracolo ad assistente specializzato per la vita indipendente, analizzando le potenzialità della tecnologia in due ambiti chiave:
1. Costruzione di una "memoria sicura" (RAG Engine e Google ADK)
L'utilizzo di sistemi RAG per la creazione di database di conoscenza al servizio di persone con disabilità intellettiva, caregiver e operatori. Vedremo come l'AI possa elaborare in modo sicuro la documentazione clinica, pedagogica e normativa per offrire risposte verificate, aiutando terapisti e famiglie. Inoltre, esploreremo come rendere accessibili materiali provenienti dal mondo della ricerca, fornendo una visione chiara sui progressi scientifici in diversi ambiti.
2. Autonomia nella Vita Quotidiana
Lo sviluppo di agenti autonomi capaci di semplificare la complessità quotidiana fungendo da assistenti personali. L'obiettivo è dare alle persone con disabilità intellettiva quel piccolo aiuto in più che permetta una vita più autonoma e, al contempo, diminuisca il carico cognitivo e fisico sui caregiver.
Siamo di fronte ad un bivio: inclusione radicale o un nuovo e più grande digital divide?
Affrontare oggi questo tema non è opzionale. Infatti, ignorare l'accessibilità cognitiva nello sviluppo dei futuri sistemi di Intelligenza Artificiale rischia di creare un divario sociale ed economico ancora maggiore, escludendo definitivamente le persone più fragili da un mondo sempre più automatizzato. Al contrario, bilanciare la conformità all'AI Act con la necessità di dataset specifici e inclusivi è l'unica via per una vera democratizzazione tecnologica. La sfida che abbiamo davanti non è semplicemente tecnologica, ma profondamente culturale ed etica. L'AI può aprirci porte straordinarie, ma la direzione dobbiamo sceglierla noi: il mio invito è quello di concentrare le nostre energie, la nostra sensibilità e le nostre intelligenze umane verso un unico obiettivo comune, che è poi l'unico che conta davvero: la costruzione di un mondo migliore, più equo e che non lasci indietro nessuno.